

DISTURBI DELLA PERSONALITA'
“Il curioso paradosso è che quando mi accetto esattamente per quello che sono, allora posso cambiare.”
Carl R. Rogers, On Becoming a Person: A Therapist's View of Psychotherapy
Comprendere, curare, integrare
I disturbi della personalità rappresentano un’area centrale della psicopatologia. Riguardano modalità rigide, pervasive e disfunzionali di percepire sé stessi, gli altri e il mondo, che si strutturano precocemente e influenzano in modo stabile il comportamento, le relazioni, la gestione delle emozioni e l’identità personale.
Chi presenta un disturbo di personalità può sperimentare vissuti di vuoto, instabilità emotiva, conflitti relazionali ricorrenti, impulsività, ansia intensa, difficoltà nel riconoscere e regolare i propri stati interni, oppure un marcato ritiro sociale, rigidità e perfezionismo eccessivo.
Questi tratti non si sviluppano casualmente, ma sono spesso legati a esperienze precoci disfunzionali, ambienti affettivi non prevedibili o incoerenti, e a strategie di adattamento che, pur avendo avuto una funzione di protezione, nel tempo diventano disfunzionali.
Teorie dell’attaccamento e sviluppo del sé
Alla base di molti disturbi della personalità vi sono difficoltà nello sviluppo di un senso stabile di sé e nella costruzione di legami sicuri. Le teorie dell’attaccamento hanno evidenziato come le esperienze affettive precoci — in particolare la qualità del legame con le figure di riferimento — abbiano un ruolo determinante nella formazione dei modelli mentali attraverso cui il soggetto interpreta le relazioni e regola le emozioni.
Quando il bambino non riceve risposte coerenti, disponibili o sintonizzate, può sviluppare modalità di attaccamento insicuro (evitante, ambivalente o disorganizzato), che nel tempo influenzano profondamente la personalità adulta.
Insieme a questo, entrano in gioco i meccanismi di difesa, cioè modalità automatiche e inconsapevoli con cui la persona cerca di gestire stati interni dolorosi o minacciosi. Nei disturbi di personalità, tali meccanismi — come la scissione, l’idealizzazione, la proiezione o l’agire impulsivo — possono essere molto rigidi o primitivi, interferendo con la capacità di mentalizzare e costruire relazioni stabili.
Tipologie di disturbi della personalità
I disturbi della personalità sono classificati in diversi quadri diagnostici, tra cui:
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Disturbo borderline di personalità: caratterizzato da instabilità emotiva, relazionale e identitaria, impulsività e vissuti cronici di vuoto o abbandono;
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Disturbo evitante di personalità: forte sensibilità al giudizio, ritiro sociale, bassa autostima e paura intensa del rifiuto;
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Disturbo narcisistico di personalità: oscillazioni tra grandiosità e vulnerabilità, bisogno di ammirazione, difficoltà a tollerare critiche e frustrazioni;
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Disturbo dipendente di personalità: bisogno marcato di essere accuditi, difficoltà a prendere decisioni autonome, timore dell’abbandono;
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Disturbo ossessivo-compulsivo di personalità: perfezionismo rigido, eccessiva attenzione al controllo e alle regole, difficoltà a delegare;
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Disturbo paranoide di personalità: diffidenza persistente, interpretazioni sospettose delle intenzioni altrui;
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Disturbo antisociale di personalità: tendenza a violare le norme sociali, impulsività, mancanza di empatia e senso di colpa;
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Disturbo schizotipico e schizoidale di personalità: difficoltà marcata nel creare legami affettivi, pensiero eccentrico o esperienza emotiva ridotta.
Molte persone non corrispondono perfettamente a una sola categoria, ma presentano tratti di più disturbi, in modo più o meno marcato.
Il nostro approccio
Nel nostro Centro, la presa in carico dei disturbi di personalità è integrata e congiunta, e si basa sulla stretta collaborazione tra:
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lo psichiatra, per la valutazione diagnostica, l’inquadramento psicopatologico, la gestione dei sintomi e, quando necessario, il supporto farmacologico;
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lo psicoterapeuta, per un lavoro profondo sui modelli relazionali, sullo sviluppo del sé, sui vissuti emotivi e sui meccanismi disfunzionali di regolazione e difesa.
Il percorso è costruito su misura, con un lavoro costante di coordinamento tra i professionisti, per garantire una cura coerente, continuativa e centrata sulla persona.
Obiettivo della cura non è “cambiare la personalità”, ma aiutare la persona a riconoscere le proprie fragilità, ampliare le proprie risorse, e trovare modalità più efficaci e meno dolorose per stare in relazione con sé stessa e con gli altri.
