
ADHD:
trattamento e supporto dopo la diagnosi
Comprendere il proprio funzionamento e affrontare le difficoltà nella vita quotidiana
La diagnosi può aiutare a dare un significato a difficoltà presenti da tempo, ma rappresenta soltanto l’inizio. Il percorso successivo viene costruito considerando il funzionamento della persona, le sue priorità e l’impatto dell’ADHD sullo studio, sul lavoro, sulle relazioni e sul benessere emotivo.
Un trattamento costruito sulla persona
Non esiste un unico trattamento adatto a tutti. Dopo un primo colloquio vengono individuati gli interventi più utili, che possono essere proposti singolarmente oppure integrati tra loro.
Psicoterapia
La psicoterapia aiuta a comprendere come l’ADHD influisce sulla storia personale, sull’autostima, sulle emozioni e sulle relazioni. Il lavoro può riguardare la procrastinazione, la difficoltà a iniziare o concludere le attività, il senso di inadeguatezza e la gestione di ansia, frustrazione o impulsività.
Non si tratta soltanto di imparare tecniche organizzative, ma di costruire un modo più consapevole e sostenibile di affrontare le difficoltà.
Psicoeducazione
Conoscere il proprio funzionamento permette di distinguere le difficoltà legate all’ADHD da quelle attribuite, spesso per anni, a mancanza di volontà o scarso impegno.
La psicoeducazione aiuta a riconoscere risorse e vulnerabilità e a introdurre strategie concrete per gestire il tempo, le priorità, gli impegni, le distrazioni e il carico quotidiano.
Potenziamento cognitivo
Quando emergono specifiche difficoltà nelle funzioni attentive ed esecutive, può essere proposto un intervento mirato su pianificazione, organizzazione, memoria di lavoro, controllo dell’impulsività e monitoraggio delle attività.
Il percorso viene definito a partire da una valutazione neuropsicologica e può avvalersi anche della piattaforma ERICA di Giunti Psychometrics. Gli esercizi vengono inseriti all’interno di un progetto personalizzato e collegati alle difficoltà concrete della persona.
Trattamento farmacologico
La terapia farmacologica può essere valutata con lo psichiatra quando i sintomi incidono significativamente sul funzionamento quotidiano. La scelta viene effettuata considerando il quadro clinico complessivo, le eventuali condizioni associate e le preferenze della persona.
Se viene avviato un trattamento, sono previsti controlli periodici per valutarne l’efficacia, la tollerabilità e l’eventuale necessità di modificarlo. Il farmaco può essere associato agli altri interventi, ma non rappresenta un passaggio obbligatorio.
Un percorso flessibile e coordinato
Non è necessario iniziare contemporaneamente tutti gli interventi. Il progetto può concentrarsi inizialmente sull’area che crea maggiore difficoltà e modificarsi nel tempo.
Quando sono coinvolti più professionisti, il confronto tra le diverse competenze consente di mantenere il percorso coerente e centrato sugli obiettivi concordati con la persona.
Hai già ricevuto una diagnosi?
Compila il modulo e raccontaci quali difficoltà desideri affrontare. Se la valutazione è stata effettuata presso un altro centro, potrai indicarlo e presentare la relativa documentazione durante il primo incontro.
Non hai ancora ricevuto una diagnosi?
Scopri il percorso di valutazione ADHD nell’adulto.

